Età Adulta

L’età adulta (dai 18 anni in poi) viene definita la fascia in cui l’uomo ha raggiunto la piena maturità fisica, psichica e sessuale. 

Tale concetto deve essere inserito all’interno di una concezione evolutiva, per cui l’essere umano adulto altro non è che il frutto delle precedenti fasi di sviluppo che si conseguono tra di loro e la successiva sarà qualitativamente superiore alla precedente (in quanto portato a termine un ulteriore compito evolutivo). 

Per questo è imprescindibile una raccolta anamnestica iniziale da parte del professionista volta a rintracciare le principali tappe evolutive della persona così come gli eventi di vita positivi e negativi che potrebbero aver contribuito all’insorgenza del disagio attuale. 

Nell’ambito dell’adulto è fondamentale parlare di psicopatologia, intesa come studio dei disturbi mentali e delle patologie con i rispettivi criteri diagnostici e classificazioni (manuali di riferimento sono il DSM V e ICD-10), ma ancora più importante è delineare un continuum di intensità e pervasività. Proviamo a fare chiarezza: tutti noi, essendo esseri umani, sperimentiamo emozioni come la tristezza, la rabbia, la paura etc., ma non per questo abbiamo tutti un disturbo dell’umore, discontrollo degli impulsi o d’ansia. Quando accade ciascuno di noi utilizzerà risorse personali per fronteggiare la situazione. 

Può capitare però che questa reazione diventi costante nella quotidianità della persona, vale a dire durante l’arco della giornata e’ costantemente presente, o quasi, un’emozione di tristezza, investendo la maggior parte, se non tutti, i contesti di vita (famiglia, lavoro, tempo libero etc.); con questo ci riferiamo alla caratteristica della pervasività. 

Quando parliamo di intensità, dobbiamo invece immaginare la nostra emozione come una collina: all’inizio è dolce, poi il dislivello si alza sempre di più, fino a raggiungere il picco e poi riscendere. Può capitare di rimanere ancorati nel picco a causa di continue esposizioni a fattori interni o esterni stressanti che impediscono all’emozione di concludere la sua attivazione. Quando rimaniamo nel picco per lungo tempo, potremmo cominciare a sperimentare una serie di sintomi fisici, psichici ed emotivi che ci creano disagio. 

Continuità nel tempo, vale a dire la definizione dell’evento precipitante che ha causato il disagio, da quanto tempo esso dura e se ci sono stati tentativi precedenti di soluzione. 

Quando è necessario richiedere una consulenza psicologica? In primis quando il sintomo e disagio soddisfa i tre parametri sopra citati (pervasività, intensita’ e continuità), ma in generale in ogni situazione in cui il soggetto sente di non avere le risorse per fronteggiare una situazione o evento o, ancora, in ogni momento della vita in cui si ha il desiderio di una maggiore conoscenza del proprio funzionamento. 

Il percorso per l’età adulta prevede una prima fase di raccolta dati anamnestici sulla storia di vita e del sintomo\disagio che permette al professionista di poter ricostruire il modello di funzionamento: durante tale fase, il clinico potrà avvalersi dell’utilizzo di test diagnostici di approfondimento o altri strumenti utili a definire in modo più specifico le cause sintomatologiche. 

In seguito, è prevista una fase di restituzione del modello di funzionamento con una negoziazione dell’obiettivo di lavoro. 

Durante la fase terapeutica, il professionista potrà avvalersi di diverse tecniche, a seconda del problema riportato e della soggettività del paziente. 

BIBLIOGRAFIA 

  • DSM
  • ICD-10 

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