Età Senile

L’età senile, definita anche terza età, comincia per convenzione dai 65 anni. James Hillman afferma che “la vecchiaia è la manifestazione suprema del carattere e in questo senso è la manifestazione piena dell’essenza”; di qualunque fenomeno stiamo parlando, nella vecchiaia è racchiuso il 

suo vero carattere e la sua vera forma: se pensiamo ad un albero, solo quando sarà diventato vecchio e ben formato potremmo distinguere se è una quercia, un frassino o un abete, e così è per noi esseri umani. 

Perché è importante prendersi cura della salute psicologica a quest’età? 

Rimandando all’ottica evoluzionista, ogni passaggio è connotato da cambiamenti, ma al contrario degli altri passaggi (infanzia, adolescenza, età adulta) caratterizzati da acquisizioni o evoluzioni, nell’età senile abbiamo spesso a che fare con involuzioni e\o perdite. 

Di seguito una carrellata degli aspetti più importanti che potrebbero caratterizzare la fascia d’età in 

questione: 

  • involuzione fisica: perdita di energia, minore resistenza fisica, perdita di tono muscolare oltre alla possibilità di dover cominciare a convivere con certi tipi di malattie (cardiovascolari, respiratorie etc) 
  • involuzione cognitiva: a causa di alterazioni strutturali e funzionali del cervello come la perdita neuronale, la riduzione delle connessioni interneurali e la modificazione dell’assetto dei neuromediatori, si potrebbe assistere ad un generale rallentamento o perdita di alcune funzioni cognitive importanti come il linguaggio, l’attenzione, la memoria, il problem solving, capacità di apprendimento; 
  • cambiamenti\perdita di ruoli: da un punto di vista relazionale-sociale la terza età è caratterizzata dall’uscita dal mondo del lavoro con la conseguente riorganizzazione della propria quotidianità ma con meno elasticità cognitiva e fisica. Da un punto di vista familiare, si potrebbe assistere a quello che è un ribaltamento dei ruoli, con i figli o persone, comunque, più giovani che assumono il ruolo di caregiver, oppure si potrebbe essere chiamati a ricostruire un nuovo ruolo di accudimento (nonno) che assume caratteristiche diverse da quello di genitore. Così come da non sottovalutare è il tema della perdita, con cui si entra sempre più in contatto e se ne fa esperienza (perdita del partner, degli amici, familiari) 
  • diversa percezione del tempo: dilatazione del passato vissuto come rifugio emotivo che però può indurre anche sofferenza per la presenza di rimorsi e\o rimpianti, coartazione del presente e forte limitazione del futuro con un’accezione diversa al tema della speranza che si connota in obiettivi più concreti e facilmente raggiungibili. 

Come sempre, tali condizioni non sono uguali per tutti ma risentono della soggettività di ciascuno e soprattutto di fattori protettivi passati e presenti: la storia di vita, la personalità, gli stili di coping, esposizione a eventi stressanti, il contesto socio-ambientale in cui si e’ vissuti e di conseguenza le stimolazioni ricevute. 

A cosa serve un percorso psicologico? 

Esso può prendere due direzioni: 

  • potenziamento cognitivo, un training mirato all’allenamento delle funzioni cognitive che cominciano a perdere di efficienza 
  • sostegno psicologico e\o psicoterapia. La prima fase, come per l’età adulta, prevede la raccolta di dati anamnestici tali da definire i fattori di rischio e protettivi per la situazione. In seguito, si programma un obiettivo che, in genere, è orientato alla costruzione di strategie di fronteggiamento concrete per tollerare le situazioni personali di disagio e modificare il proprio modo di interagire con l’ambiente circostante, riconoscendo i limiti dell’età, in modo da dedicarsi a progetti maggiormente aderenti alla situazione attuale e potenziare favorire funzioni cognitive e autostima. 

  

BILIOGRAFIA 

  • Cesa, Bianchi, M.(1987). Psicologia dell’invecchiamento. Caratteristiche e problemi. La Nuova Italia Scientifica, Roma 
  • Hillman, J. (2014). La forza del carattere. Adelphi Edizioni. Milano 

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